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E’ morta un’altra orsa, questa volta vogliamo sapere di cosa …

15 Marzo 2014 | Non categorizzato

COMUNICATO STAMPA

Siamo di nuovo  costretti a registrare la morte di un orso marsicano e  purtroppo a rendere la notizia ancora più grave è il fatto che si tratti di una femmina dall’apparente età di 5-6 anni quindi sulla soglia di iniziare la sua vita di riproduttrice. Tale perdita in una piccola residuale popolazione di orsi  arreca un danno gravissimo alle speranze di sopravvivenza della popolazione a medio-lungo termine.

Il primo comunicato del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise riporta che l’animale presentava i sintomi di una grave malattia, sintomi che sembrano richiamare quelli  dell’orso maschio recuperato ai prati del Sirente  nel Gennaio 2012 e poi deceduto e quelli di un altro orso ritrovato morto nei pressi della Riserva della Duchessa  nel Dicembre del 2008. Ebbene, in questo caso diamo atto al PNALM di aver tempestivamente  reso noto il ritrovamento dell’animale, ma ci auguriamo che il resto della storia abbia esito diverso da quello relativo alle due precedenti morti  che abbiamo appena ricordato. La causa di morte  di entrambi gli orsi (Sirente e Duchessa) rimase infatti avvolta nelle nebbie delle reticenze e dei “si dice” senza giungere  mai ad essere acclarata ufficialmente e senza margini di dubbio. Le cause di altre morti violente, se non tutte, ed in primis quella dell’orso Stefano dello scorso anno nel versante molisano del Parco continuano a  rimanere sconosciute nonostante le tante parole spese  da i più variegati personaggi,  tra gli altri  l’allora Ministro Orlando, i vertici del Corpo Forestale ed  il Presidente del PNALM, l’IZP.

Ebbene  questa volta l’animale è stato recuperate ancora vivo, i prelievi e la successiva necroscopia non potrebbero  essere stati  più tempestivi  e quindi  l’opinione pubblica si aspetta una parola chiara e definitiva sulla causa di morte e non tollererà alcun ritardo o ambiguità in questa triste vicenda poiché ne va della sopravvivenza della specie. Se infatti risultasse che la causa di quest’ultimo decesso fosse  una  tra le patologie di cui è portatore il bestiame domestico e  altre specie di fauna selvatica,  si dimostrerebbero  attuali  gli allarmi che da anni le associazioni lanciano sull’incompatibilità dell’allevamento intensivo in aree del Parco Nazionale che – istituzionalmente dedicate alla conservazione dell’orso e della fauna selvatica – sono invece da anni invase da mandrie di bovini.

Aspettiamo quindi di conoscere le cause di morte di quest’orsa  in tempi che devono essere nell’ordine di qualche settimana, di  ogni ulteriore ritardo chiederemo conto  al PNALM e al nuovo Ministro dell’Ambiente, questo sconosciuto, che in quanto ad impegno nella conservazione dell’animale simbolo della fauna italiana  deve ancora battere un colpo !